CAMERA Centro Italiano per la Fotografia apre il 2016 con tre mostre allestite da Attitudine Forma: Sulla scena del crimine – Lise Sarfati: Oh man – Antonio Ottomanelli Kabul + Baghdad

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 CAMERA      Centro Italiano per la Fotografia

27 gennaio – 13 marzo 2016

Antonio Ottomanelli: Kabul + Baghdad

La personale, allestita all’interno del corridoio monumentale del Centro, raccoglie una selezione di immagini dai due diversi progetti del reporter italiano, Big Eye Kabul e Mapping Identity. Le opere, realizzate sul campo di scenari cruciali come l’Afghanistan e l’Iraq, evidenziano la necessità e l’urgenza di rivolgere agli accadimenti e a quei luoghi uno sguardo più ampio e opporre alla distruzione un gesto di ricostruzione. Soggetto principale dei lavori è lo spazio urbano: Ottomanelli, che ha una formazione in Architettura, approda alla fotografia come strumento per indagare il territorio, non tanto nei suoi aspetti paesaggistici o urbanistici, ma come indicatore delle dinamiche sociali e delle tensioni geopolitiche nelle aree di conflitto.

Antonio Ottomanelli ha fotografato a Kabul i dirigibili americani che sorvegliano con i loro sensori elettronici quasi tutte le città afghane – lì li chiamano Big Eye. Attraverso una serie di semplici e inquietanti immagini osserva l’osservatore, investiga l’investigatore mentre percorre la città. Per una frazione di secondo i ruoli si invertono.

Big Eye Kabul © Antonio Ottomanelli

27 gennaio – 13 marzo 2016

Lise Sarfati: Oh man

Il nuovo progetto dell’artista francese Lise Sarfati, Oh Man, curato da Francesco Zanot, è composto da una serie di fotografie realizzate in California, nella downtown di Los Angeles, tra il 2012 e il 2013.

Soggetto principale del lavoro sono alcuni uomini all’interno del contesto urbano. Non compiono alcuna azione rilevante.  Nella maggior parte dei casi camminano. Oppure sono colti in un momento di pausa nel mezzo di uno spostamento. Ciò nonostante la loro presenza è evidente. Carica di energia. Potente.

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Oh man, 2012 © Lise Sarfati

27 gennaio – 1 maggio 2016

Sulla scena del crimine. La prova dell’immagine dalla Sindone ai droni.

Una coproduzione Le Bal (Parigi), Photographers’ Gallery (Londra) e Netherlands FotoMuseum (Rotterdam)
Mostra ideata da Diane Dufour
con Luce Lebart, Christian Delage ed Eyal Weizman 
L’esposizione analizza la storia della fotografia forense e mostra un corpus di opere che coprono più di un secolo di storia, dai primi scatti entrati nelle aule di tribunale fino alle foto satellitari usate dalle organizzazioni per i diritti umani per denunciare l’uccisione di civili, come nel caso degli attacchi con i droni. Immagini forti, molto diverse tra loro, ma accomunate dalla terribile violenza che documentano e di cui sono prova.

Una selezione di undici casi-studio per illustrare un approccio scientifico al mezzo fotografico, volto a renderlo uno strumento nelle mani della giustizia. Una ricerca molto diversa da quella portata avanti in campo artistico, ma non per questo priva di un suo tetro fascino, nobilitato dalla solennità della Storia.

 

© Rodolphe A.Reiss, 1925. Collezione dell’Istituto di Polizia Scientifica e di Criminologia di Losanna

 

 

 

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